Mindfulness

La mindfulness è una pratica di sviluppo della consapevolezza.

Consiste nell’osservare, nel momento presente, in modo intenzionale e non giudicante le proprie sensazioni corporee, le emozioni, i pensieri e gli stimoli del mondo esterno.

Basta provare a stare qualche minuto in contatto con il proprio respiro per scoprire quanto sia difficile rimanere consapevoli, di questo familiare oggetto di attenzione, senza essere portati via dalla mente. La nostra attenzione è spesso in balia del flusso delle associazioni di pensieri e del susseguirsi di stimoli.

La mindfulness ci invita a non tenere nulla per scontato e ad osservare, come se fosse la prima volta, sia i fenomeni esterni che quelli interni. Quest’attitudine, che all’inizio va allenata, si rivelerà essere la chiave di volta per vivere pienamente l’esperienza e scoprire modalità più ampie e flessibili di relazionarci anche con le difficoltà.

 

NASCITA E DIFFUSIONE

La mindfulness è un approccio alla pratica di consapevolezza riproposto, più di venticinque anni fa, da Jon Kabat-Zinn (biologo dell’MIT, Professore Emerito di Medicina) e sviluppato attraverso una lunga ricerca scientifica in ambito neuroscientifico, medico e psicologico dal Center for Mindfulness (dell’Università di Medicina del Massachusetts di Boston) da lui fondato. Ad oggi, il programma più diffuso per lo sviluppo delle abilità mindfulness si chiama l’MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction) sviluppato da Kabat-Zinn.

Pur essendo la mindfulness un approccio laico e scientifico, questa pratica ha radici molto antiche, nella tradizione di meditazione buddhista, lunga 2500 anni. In questo senso possiamo dire che Kabat-Zinn ha saputo “riproporre” la mindfulness in modo che anche la comunità scientifica potesse più facilmente accoglierla.

Ormai la mindfulness si è diffusa ben oltre il lavoro pionieristico di Kabat-Zinn venendo utilizzata in molti contesti, tanto che oggi si può parlare di un “movimento americano della mindfulness“. Gli ambiti di applicazioni sono veramente molti:

  • medicina
  • psicologia
  • educazione
  • sport
  • azienda
  • benessere

Perché si sta affermando in così tanti ambiti?

La componente di moda c’è, essendo un fenomeno in cresente diffusione, ma è la parte superficiale che svanirà.

La mindfulness ha un reale nucleo di fondo molto prezioso e solido. Questa pratica di consapevolezza rendere osservabili diversi automatismi e biases (pregiudizi) tipici del normale funzionamento del nostro cervello e mente di Homo Sapiens (frutto dell’evoluzione), che non ci permettono di vivere pienamente il momento presente ed espriemere le nostre potenzialità. Questo nucleo centrale dell’essere mindful non solo ha 2500 anni di conferma empirica ma negli ultimi 25 anni è stato validato scientificamente.

 

COSA NON E’

Non è una tecnica di rilassamento, anche se può avere effetti di rilassamento psico-fisico.

Non ricerca particolari stati alterati della coscienza come la trance e nemmeno di svuotare la mente.

Non è una pratica di psicologia clinica e di psicoterapia (per quanto possa essere utilizzata in modo integrato per coadiuvare il lavoro terapeutico).

Come accennato sopra la mindfulness, si offre come una pratica laica ma non nega le sue origini nella psicologia sapienziale buddhista, quindi a questo livello è anche una pratica di consapevolezza propedeutica per avvicinarsi ad un percorso di ricerca esistenzale.

Pur essendoci, soprattutto all’inizio, una componente di allenamento, la mindfulness non è una tecnica ma una capacità di attenzione e nuda consapevolezza che possediamo tutti, ma che semplicemente non siamo abituati ad utilizzare nella sua piena potenzialità.

 

PRATICHE PRINCIPALI

Le pratiche principali sono la concentrazione sul respiro, il body-scan, la meditazione camminata, la consapevolezza in movimento, la meditazione di consapevolezza aperta, la pratica informale, le pratiche sulla amorevole gentilezza e la compassione.

 

 

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